ATTENZIONE

QUESTO BLOG È UN ARCHIVIO CHE RACCOGLIE I POST ANTERIORI AL 2014. IL NUOVO BLOG LO TROVATE QUI.

giovedì 31 dicembre 2009

L'ultimo post del 2009

Emozionati?
Il nuovo anno è alle porte.

Ho finalmente ordinato i miei cd, li ho disposti per bene nel mio nuovo porta cd di fabbrica svedese, ed ho scelto la foto che sovrasterà l'intera struttura. Ho scelto una cornice nera sottile sottile.

La foto è di Philip Jones Griffiths, ed è questa qui.


Vi lascio così. Ci vediamo l'anno prossimo.

Condor, si radunano esemplari.


L'estinzione non colpirà la trasmissione.
Condor chiude, è vero, ma grazie a Giovanni Fontana e Luzmic si stanno radunando i podcast. Magari non è che si troveranno proprio tutti, magari c'è qualche problema tecnico da risolvere, magari non saranno tutte rose e fiori.

Ma dico io, vi rendete conto?
Nasce un archivio che permemetterà a tutti noi di seguire Condor, a chi non l'aveva mai seguito di seguirlo, e a chi non lo seguiva con costanza (come me) di recuperare le puntate perse.

Che bella mattinata piena di sole.

mercoledì 30 dicembre 2009

La casa dov'è?

Credo che sentirsi a casa sia una delle sensazioni più piacevoli che si possano provare.
Sentire nuovamente il calore di ciò che si ha intorno.
Capita a tutti prima o poi di sentirsi, per poco o per molto tempo, distanti da casa.
Casa per me non sono solo queste quattro mura, non è la strada stretta che vedo dal balcone della mia stanza. Casa sono anche le persone, e le parole di chi sa cosa sei realmente.

Il mio non sentirmi a casa è stato, non so se per molto o per poco tempo, non riconoscere le strade, queste quattro mura o le persone che avevo intorno.
Non è stato così drammatico, non vi spaventate.
Anzi è stato importante e sotto un certo punto di vista fondamentale.
Questo non è un post di autocommiserazione.
Questo è il mio augurio ed il mio regalo di natale. Anche di buon anno nuovo, certo un po' in anticipo, ma a caval donato...
Auguro a tutti voi di sentirvi sempre a casa. Ovunque voi siate, qualsiasi sia la vostra storia.
Ed auguro a chi non si sente a casa di avere la pazienza di aspettare.
Ed auguro a chi ha bisogno di una scossa, di non sentirsi a casa per un po'.

Questa canzone, da piccolo, mi faceva impazzire.



E sapete cos'è meglio di sentirsi a casa?
Sentirsi nuovamente a casa.

martedì 29 dicembre 2009

Mentre leggo... Il paese delle prugne verdi


Mio padre, diceva Georg, ha portato con sè la bicicletta in stazione, in modo da non dover camminare tanto accanto a me all'andata e da non dover sentire con le mani, al ritorno, che stava tornando a casa da solo.

-.-.-.-.-.-

Herta Muller - Il paese delle prugne verdi, Keller

Flashback

I pensieri di quello che diventerà un futuro terrorista.
Tra quanto pubblicano il libro secondo voi?

"Mi sento depresso e solo" i diari online dell'attentatore Farouk - La Repubblica

E la risposta.

Obama: Continua la lotta - La repubblica

lunedì 28 dicembre 2009

Meglio tardi che mai.

Perché no è l’ultimo libro di Cristina Zagaria, giornalista della Repubblica e scrittrice. E’ il suo quarto libro, dopo i successi di Miserere, Processo all’università e L’osso di dio.
Non è napoletana, ma lo è d’adozione. Napoli è una seconda casa per lei, un luogo che fa parte del suo presente. E’ il luogo in cui scava ogni giorno per trovare motivazioni alle storie che racconta, spiegazioni a ciò che accade. Napoli è per lei un genitore adottivo, di certo non il più sereno e pacato. Perché no, nella sua semplicità, è un lavoro che tradisce questa dipendenza, che tradisce lo sconforto e la delusione che si prova verso un genitore che commette sempre gli stessi errori. Errori non giustificabili, addirittura non spiegabili.

Quali sono le motivazioni che spingono i giovani protagonisti del romanzo a compiere la loro prima rapina? Perché commettono un atto così violento contro una persona, la loro maestra Adriana, che ha provato ad aiutarli, che ha provato a farli crescere, ad instradarli verso un’altra direzione?
Il racconto si muove tagliente tra le motivazioni e le storie dei piccoli e grandi personaggi della nostra città. La voglia di crescere, di sentirsi accettati. La volontà di rivalsa, il bisogno di scegliere il proprio futuro. E come fare a non cedere all’invito di chi si sente già uomo, di chi ha già capito la vita? Come fare a capire che accettare un simile invito non è dimostrazione di coraggio, ma debolezza, profonda insicurezza?
E’ così radicato questo malessere, questa via di fuga, e l’uscita d’emergenza della criminalità così mitizzata tra i piccoli-grandi ragazzi che popolano le nostre strade, che è troppo difficile ipotizzare una soluzione.

E la scuola?
Adriana veste i panni della forza delle maestre, che seminano educazione per una vita intera, che provano a coltivare giorno dopo giorno una generazione che con più coraggio possa dare una risposta diversa all’invito. Ma anche in questo caso, il genitore Napoli non aiuta. Adriana è dignitosamente ferma sui punti saldi della sua vita, arranca con pochi spiccioli, deve mantenere la sua lucidità tra mille problemi economici.
E Cristina Zagaria ci parla attraverso le centinaia di voci dei quartieri, ci indica luoghi precisi, ci fa annusare gli odori, quelli meravigliosi e quelli che si tramutano in disgustosi fetori, quelli delle case umide, le cucine invase dal fumo delle sigarette e dei sigari.
E ci mostra chi sogna, come la piccola Lucia, di imparare l’inglese per andare via, e di camminare in città con porticati dove la pioggia non riesce a bagnare le persone.

Non ci sono risposte e non ci sono soluzioni.
Credo che Perché no sia un lavoro prezioso. Trasformare la cronaca in racconto, lavoro che Cristina Zagaria compie ogni giorno, può aiutarci a capire quanto sia spietato questo nostro genitore. Abbiamo bisogno che fatti di cronaca come questo - la vicenda è ispirata appunto ad un fatto realmente accaduto - ci vengano mostrati con più sfumature, con più voci e colori.
Ed abbiamo bisogno di libri che continuino a far crescere in noi la forza di rispondere con un secco e sonoro No, eliminando ogni perché.

-.-.-.-.-.-

Cristina Zagaria - Perchè No, Perdisa editore

domenica 27 dicembre 2009

Condor.


Non ascolto tanta radio.
Non ne ascoltavo, sarebbe meglio dire. Perchè poi ho scoperto il meraviglioso mondo del podcast, ed adesso la radio accompagna le mie giornate.

Ho ascoltato Condor poche volte, una ventina di puntate o forse qualcosina in più.
Seguò però Luca Sofri con il suo Wittgenstein ogni giorno.
Il programma è stato chiuso ed alcuni commenti lasciati dagli ascoltatori mi hanno fatto sorridere e qualcuno mi ha intristito.
E Sofri ha pubblicato una foto meravigliosa sul suo blog. Cos'è questo? Un saluto? Un ciao-ciao fatto con mano tremante?

sabato 26 dicembre 2009

il tempo delle mail, canzone per natale.

In questi giorni non faccio altro che leggere e scrivere mail.
Molte di auguri, altre, e sono la maggior parte, sono disposizioni per l'effettiva partenza del progetto Ventidieci.

Che cos'è? E' un piccolo sogno che porto avanti con i miei tanti amici del quartiere. Gente con cui ho condiviso negli anni la scuola, molte gioie e tanti progetti cominciati e mai portati a termine.
Ma questa volta facciamo sul serio.
A breve potrò scrivere di più e dare qualche anticipazione.

Per ora godetevi questa bella canzone, che io adoro. Adoro tanto.

venerdì 25 dicembre 2009

Buon Natale

Poteva mancare il post di buon natale?
Certo che no. Questo è un blog quotidiano, oggi è natale, e quindi tanti auguri.

Ho un solo piccolo appunto da fare.
Ma questi cantanti e presentatori, e cori, musicisti, arrangiatori che ogni anno ripropongono le canzoni di natale masticate, rimescolate e rigurgitate, non hanno voglia di passare finalmente (per noi e per loro) una vigilia di Natale in famiglia?
Mario Biondi non vuole stare con la mamma e papà Biondi?
E la figlia di Zucchero Fornaciari non vuole passare la vigilia con papà?
E Malika, non ha una figlia a cui badare? Chi li fa gli struffoli per la figlia di Malika?

Mia nonna, guardando la star del telefilm Il mondo di Patty cantare una canzone in minigonna scosciata, ha detto di rimpiangere Albano.
Il prossimo anno, per favore, autori e cervelloni televisivi, graziate questi instancabili lavoratori. Lasciateli a casa, che è natale per tutti.

mercoledì 23 dicembre 2009

E se...



Il caso ha voluto che la Juve fosse messa in crisi dall'interno.
E loro due ce la stanno mettendo davvero tutta.

martedì 22 dicembre 2009

Leone alla carriera

Il leone d'oro della 67° edizione della mostra di Venezia va a John Woo:

"Un cineasta che negli ultimi decenni, con la sua rivoluzionaria concezione della messa in scena e del montaggio, ha rinnovato dalle fondamenta, portandolo alla più estrema stilizzazione, il film d'azione, tanto in Asia che a Hollywood. Nei suoi capolavori gangsteristici e bellici Woo ha saputo trasfigurare il movimento iperbolico e la violenza esasperata, attraverso un'originalissima carica poetica e romantica, sostenuta da una tensione figurativa quanto mai personale ed energica, vicina all'allucinazione surreale. L'inconfondibile cinema di Woo mescola i generi e unisce il rispetto di valori classici, come l'amicizia virile e l'onore, ai ritmi vertiginosi e alle coreografie tipiche delle arti marziali".

Ecco una delle scene che preferisco da The Killer:



Ed una da Face Off:


lunedì 21 dicembre 2009

Regali riciclati, come liberarsi di un'intera collezione di carte da gioco Magic.

I regali mi fanno tornare bambino.
Quando da piccolo aspettavo che tornasse mio padre da lavoro, aspettavo sempre di vederlo comparire dalla porta con una scatola tra le mani.
I regali mi rendono allegro. Non importa quanto costino o quanto siano grandi.
Mi sono emozionato dopo aver ricevuto portachiavi, spille o cartoline.

Giornata fondamentale delle vacanze natalizie è lo scambio di regali riciclati con i miei amici.
Ognuno deve impacchettare un oggetto che ha a casa e di cui non si è mai riuscito a liberare. Al pacchetto viene associato un numero. Si parte con l'estrazione.
Vedere un tuo amico (Giovanni, riconosciuto da tutti come lo sportivo del gruppo) estrarre un perizoma brillantinato, non ha prezzo.
Ed anche riconoscere dalla forma del pacco regalo una bottiglia di Uzo ormai andato a male, già riciclato l'anno scorso, non ha prezzo.

Finalmente mi sono liberato delle mie carte di Magic.
E ho estratto dei regali meravigliosi:

Stop delle Spice Girls, un ep contenente anche tra brani tratti dal famoso Live in Istanbul.
Uno zippo verde militare con un teschio sopra.
Il Calisutra, storie di vita e casi dell'amore raccontati dal maestro Franco Califano.

La giornata di ieri è stata importante anche per un altro motivo.
Finalmente riusciremo a dare vita ad un progetto di cui parliamo da almeno un anno.
Seguiranno aggiornamenti.

domenica 20 dicembre 2009

Miracolo


Ho fatto una previsione sbagliata.
Le ultime tre puntate della terza stagione di Californication sono molto belle.
Soprattutto l'ultima, triste ma bella. Con una Rocket man che sancisce definitivamente il declino del nostro scrittore preferito.

Sono bastate tre puntate per rivalutare un'intera stagione.

giovedì 17 dicembre 2009

Chi predica bene e razzola male

Politica, controllo, violenza e Facebook qui, nell'articolo su Repubblica.

Schifani:
"Si leggono dei veri e propri inni all'istigazione alla violenza. Negli anni 70, che pure furono pericolosi, non c'erano questi momenti aggregativi, che ci sono su questi siti. Così si rischia di autoalimentare l'odio che alligna in alcune frange".

Corretta l'analisi su Repubblica. O schifani vuole essere frainteso aggiungendo qualche pure di troppo, o ha effettivamente detto che Facebook è più pericoloso delle associazioni che agivano negli anni 70.
Tra le altre cose per loro il problema è nato adesso, quando gruppi che inneggiano alla violenza (senza considerare quelli addirittura anticostituzionali, razzisti, omofobi) esistono non da quando è nato Facebook, ma da quando sono comparsi in primi forum ed i primi social network.

Maroni:
"Una cosa è certa - ha sottolineato - qualcosa va fatto perchè non si può accettare che si pubblichino istigazioni all'odio violento".

Ma dai, che lasciate ancora Calderoli senza museruola.

Poesie (forse) utili


Quant'è bello poter leggere direttamente le parole tracciate sul foglio.
Poter studiare le correzioni, le sottolineature, i numeri lasciati in fondo ad una pagina.
Questo è il pregio di questo volume.
Osservare una parola tratteggiata con insicurezza, seguire le cancellature decise e quelle meno rabbiose, osservare il lavoro che c'è dietro la costruzione di una frase poetica e del suo messaggio, da nuovo senso ad una parola che pare fredda e dura, anonima e priva di calore.

Io non ti chiamerò più: vita,
ma ti darò un nome più dolce.

Se il silenzio è più intenso
non solo d'ogni rumore,
ma d'ogni più alta musica;
e la quiete è più vasta
non solo delle tempeste,
ma del respiro delle maree
e dello stesso ritmo dei mondi;
allora quel nome
comprende assai più che la vita.

-.-.-.-.-.-

Lalla Romano - Poesie (forse) utili, Inter Linea

martedì 15 dicembre 2009

Cicchitto.

"Da questa situazione si esce solo disinnescando con leggi funzionali quell'uso politico della giustizia, un cancro che ha distrutto la prima Repubblica e sta minando anche la seconda".

E mica è solo questo. Ma anche questo.

lunedì 14 dicembre 2009

Liste.

Ieri da Fazio Umberto Eco ha parlato di Liste.

Stamattina ne compilo una anche io.
Dopo il volto tumefatto di Berlusconi ci sono le persone che:

1) Sono eccitate da quanto è successo.
2) Condannano il gesto, ma sotto sotto esultano.
3) Esultano.
4) In un primo momento hanno esultato, poi si sono ricordate della loro parte migliore.
5) Pensano sia il gesto di un folle.
6) Attribuiscono le colpe di quanto è successo al clima d'odio che si respira nel nostro paese.
7) Hanno considerato l'atto di Tartaglia come non ben riuscito.
8) Condannano il gesto.
9) Condannano chi condanna.
10) Giustificano il gesto.
11) Pensano che questa cosa si ritorcerà contro chi vuole Berlusconi processato.

Mi piacerebbe riportare un esempio. L'ho già citato in commenti a qualche post di blogger che seguo. Anni fa, quando ero rappresentante d'istituto nella mia scuola superiore, mi trovai a dover fare i conti con un un'intera classe di miei coetanei che aveva letteralmente distrutto un albergo durante un viaggio d'istruzione. Completamente.
Avevano sparato con pistole caricate a piombini contro le porte, avevano lanciato dal quarto piano tavoli e sedie nella piscina al piano terra, avevano aperto estintori e aperto grandi fori nei muri. Giustificarono la loro azione dicendo che il servizio non li aveva soddisfatti.

Ho letto stamattina, su molti profili di facebook, su molti profili twitter, su blog e pagine personali, che dopo tutto quello che Berlusconi ha fatto, una statuetta in faccia è il minimo che possa capitargli. Considerando il fatto che queste stesse persone considerano Berlusconi un criminale, il vero atto che potrebbe essere giustificato è il rapimento di quest'ultimo da parte di una Task Force, che lo prende, lo ammanetta e lo mette in galera e soprattutto sotto l'obbligo di processo. Questo potrebbe essere un motivo per cui gioire, non una statuetta in faccia.
Se il servizio non ti piace, tu non distruggi un albergo. Scrivi una lettera di reclamo, e oltre a confidare nel fatto che queste lettere di reclamo possano effettivamente portare ad un risultato, lavori anche perchè in un futuro possano portare a risultati più grandi.
A me spaventa la violenza. L'ho già scritto in passato.
Mi spaventa la violenza degli slogan nelle manifestazioni, negli striscioni. Mi spaventa il sangue freddo di chi comanda l'aggressione contro un corteo, chi inneggia alla guerra civile e al ritorno di un'era in cui la politica era violenza.

Nella lista io sono il numero 11.
Ed anche il numero 12, chi spera che sia solo il gesto di un folle.

domenica 13 dicembre 2009

Attenti che torna indietro...

Berlusconi è stato colpito in faccia da un oggetto.
E la foto fa ovviamente il giro delle tv, anche estere.
Repubblica raccoglie qui tutte le news sulla vicenda, ed anche i commenti più interessanti. Bossi parla di atto terroristico mentre Di Pietro dice di essere contro la violenza ma che Berlusconi istiga.

Io sono certo che Berlusconi sia stato colpito da un Boomerang grande così.
E che adesso questo Boomerang ci torna addosso, e ci facciamo anche male.

Virus A.

Sinceramente non credo che Topo Gigio abbia tutte queste colpe riguardo la questione non ci vacciniamo per la suina.

sabato 12 dicembre 2009

Analogici e Digitali III - Gigi D'Alessio

Ormai quest'esperienza nel reparto Digitali Terrestri in un famoso negozio di elettronica di Fuorigrotta è diventato ufficialmente il tema di quello che - spero - diventerà il mio primo racconto lungo (chiamarlo romanzo mi sa di presuntuoso).
E' il terzo racconto lungo che spero di finire. Ma questo, che va avanti ormai da circa due mesi, rischia davvero di andare in porto.
In ogni caso non volevo scrivere di questo, ma di un dato che considero significativo.
Pochi giorni fa, il negozio lancia una nuova offerta:
Un decoder digitale terrestre giapponese che offre in omaggio al cliente un cd di Gigi D'Alessio annesso. Ho sempre pensato che Gigi D'Alessio fosse osannato nella mia città, con i suoi non dirgli mai, Annarè comm agg fatt a sta luntan a te, Anna si sposa, il mio amore mi rende più forte di un supereroe (che comunque per potersi permettere l'amore della Tatangelo deve essere vero) e così via. Mi credete se vi dico che a Fuorigrotta la gente odia Gigi D'Alessio?
Ne sento dire di tutti i colori, offese, insulti, prese in giro.
La domanda che mi pongono più spesso, e credo sia la peggiore offesa che un cantante possa ricevere, è ma si può avere un altro cd?

-.-.-.-.-.-.-

Post precedenti

Analogici e Digitali II
Analogici e Digitali

I tempi cambiano

Se non è la morte a spaventare i fumatori, si pensa che forse, ossessionati dalla bellezza, sia proprio la paura di perdere quest'ultima a farli smettere.

Il fumo uccide, questo si sa: ma soprattutto rende brutti.

giovedì 10 dicembre 2009

Ultimi giorni

Amo gli ultimi giorni.
Amo quelle ore che mi separano da un evento, gli attimi ed i minuti che servono a far diventare un pensiero, una riflessione, un dato di fatto.
Amo svegliarmi la mattina e sapere che dopo poche ore un mio desiderio, un mio bisogno, una mia decisione diventerà un'azione concreta.

Sono strani giorni gli ultimi giorni.
E mi piace viverli con la fronte alta, sfiorando gli oggetti che non toccherò mai più, buttando lo sguardo verso gli scorci che si conosco bene, a cui non ho mai data tanta importanza, che consideravo scontati e quotidiani.
Amo salutare le persone e dire dai che poi ci vediamo, che poi succeda o meno, è la speranza sincera dell'affermazione a rendermi sereno.
Amo rubare un ricordo degli ultimi giorni, una foto scattata velocemente con il cellulare, un suono registrato, un pezzo di foglio staccato da un muro.
Amo gli ultimi giorni perchè sono uno di quelli che gli ultimi giorni li ha sempre potuti controllare, ho sempre deciso, ho sempre arginato il dolore del distacco.
Conosco gli ultimi giorni frutto della libertà, la mia libertà, e non della forza malefica dell'oppressione, non quelli frutto del ricatto.
Spero di non doverne mai affrontare uno.
Amo gli ultimi giorni perchè come i primi ci si vieta di dimenticarli.

Questa volta non ho preso ricordi. Non materiali almeno.
Trattengo registrata nella mente la colonna sonora di questo ultimo giorno.
Un ripetitivo, ma a suo modo eccezionale, studio per contrabbasso tratto dal 18 studi di Isaia Billè.

(23/11/2009)

martedì 8 dicembre 2009

Superba è la notte.


Non avessi sperato in te
e nel fatto che non sei un poeta
di solo amore
tu che continui a dirmi
che verrai domani
e non capisci che per me
il domani è già passato.

Questa è la mia preferita, di un libro pieno zeppo di parole perfette che vi consiglio di leggere.

-.-.-.-.-.-.-

Alda Merini - Superba è la notte, Einaudi

lunedì 7 dicembre 2009

No B-Day

Quello che penso della manifestazione di sabato contro Berlusconi è compendiato nel commento ad un post intitolato Ci vai o non ci vai? sul blog di Francesco Costa.

Il commento al pensiero di Francesco Costa, di cui vi invito a seguire il blog, è il seguente.

In qualsiasi altro paese manifestazioni del genere portano a risultati. In un paese civile, non perfetto ma civile, azioni del genere portano a consapevolezza, ad informazione. Una manifestazione si traduce in un dato di fatto: I cittadini sono scontenti, bisogna rivedere le azioni di governo o dimettersi.
In Italia non è così.
Dopo qualche anno di riflessione sono arrivato anche io alla conclusione che bisogna differenziare i metodi di protesta.
I problemi sono diversi? Bisogna trovare nuovi metodi. Cambiare radicalmente l’opposizione. Smuovere culturalmente le fondamenta dello stato. Le manifestazioni in piazza non sono sbagliate oggettivamente, sono una perdita di tempo in questo caso e soprattutto in questo caso in Italia.
Non siamo capaci di fare altro che scendere in strada a “smuovere gli animi”. Contro Berlusconi dalla mattina al pomeriggio, poi torniamo a casa ed attacchiamo il nostro decoder con Mediaset Premium per vedere l’anticipo del sabato.
Queste non sono contraddizioni personali, sono atti che vanificano qualsiasi tipo di protesta.

Musica ed Emergen(ze)ti. II

Vi presento due gruppi.
Giusto per fare un po' di pubblicità, che fa sempre bene.
Iniziamo col dire che i due gruppi hanno qualcosa in comune, il batterista, che suona molto bene ma che non è poi così tanto forte come portiere di calcetto.

Ieri sera in un Duel particolarmente affollato si sono esibite le band dell'etichetta Materia principale.
E' un esperimento che porta i suoi frutti, un lavoro evidentemente accurato e mosso da passione e volontà di rinnovamento. Non sono d'accordo su tutte le scelte di produzione, ma è chiaro che un'etichetta che si rispetti e che cerchi di allargarsi sul territorio debba avere un ampio ventaglio di artisti sotto la propria ala.
i The gentlemen'S Agreement si vestono come perfetti coltivatori di tabacco e cambiano volto alla tradizione country. Che genere è non lo so, ed è buona cosa, sono liberi di fare esattamente ciò che dice loro la testa. E lo fanno anche bene.
Mi ha colpito il loro lato malinconico, in parte bagaglio del genere primario cui attingono, il country, sempre pronto a ricordarci quanto ci manchi ogni cosa che possa mancarci. In parte dovuto all'uso di strumenti poco usati nella scena indipendente, tromba, ukulele, contrabbasso.
E mi ha colpito invece la risposta che loro stessi danno alla malinconia che si portano dietro, grandi sfuriate complessive, sfoghi di fiati ed urla, cover ripresentate con maestria e completamente riviste (Beatles, Carosone).
Vanno seguiti, e soprattutto va comprato il loro cd.
Intanto guardate qui il video di uno dei miei brani preferiti.

Il secondo gruppo è un gruppo composto da amici. Portano il nome di chi deve sopportare le loro prove giornalmente. Loro sono incredibilmente bravi ma non consiglierei a nessuno di trovarsi separato dalla loro elettronica solo da un muro, neanche troppo spesso.
Portano in scena uno spettacolo arricchito da proiezioni visuali divertenti ed inquietanti.
Anche loro fanno esattamente ciò che vogliono.
Per farvi un'idea, però, dovete ascoltarli e venire alle loro serate.
Non c'è verso altrimenti di capire il loro lavoro.
Sono i Revenaz Quartet.

-.-.-.-.-.-.-

Post precedenti

Musica ed Emergen(ze)ti



domenica 6 dicembre 2009

sabato 5 dicembre 2009

Estiquaatsi.

Ieri Niente di Personale in onda su La7 mi ha ricordato della grande invenzione di Lillo e Greg.
Il capo indiano Estiquaatsi.

giovedì 3 dicembre 2009

Saviano su Repubblica Tv

Ecco, tornando al digitale, oggi ho potuto vedere su Repubblica Tv l'intervista a Roberto Saviano.

Il punto più interessante?
Il fatto che le mafie non ricostruiscano il sud perchè fa loro comodo tenerlo nell'ombra. Tenerlo in perenne situazione di crisi, non perchè non sarebbero capaci di investire sul territorio, ma per scelta e strategia che si potrebbero definire prima di guerra che di marketing.

Analogici e Digitali II

Il discorso sull'avvento del digitale non può esaurirsi in poche righe.
Pare però che le nuove proposte televisive siano accolte favorevolmente. Sempre ammesso che funzioni. Quando al negozio arrivano i clienti lamentandosi del fatto che il digitale non funziona non capiscono che i fattori in gioco sono tanti.
Il maggior problema comunque deriva dal fatto che in Campania, dove tutto ciò è ancora troppo fresco, il segnale è ancora ballerino.

Io sono uno dei fortunati che non ha avuto problemi con i decoder e con il segnale.
O forse, semplicemente, "lavorando nel settore" so come arginare i danni ed affrontare i problemi.
I canali in chiaro mi piacciono. Mi piacciono tutti i canali dedicati allo sport. Mi piace poter guardare i telegiornali un'ora dopo dalla messa in onda ed apprezzo i programmi di approfondimento della Rai.

Forse bisognava dare più informazioni proprio tramite la televisione.
Forse non si dovevano lasciare i negozi in balia del bisogno di informazione dei clienti.
Vi assicuro che si tratta di un vero e proprio assalto. I ragazzi e le ragazze che lavorano nei negozi di elettronica, in questi giorni, si trattano con il cameratismo tipico che caratterizza i tempi di guerra.

mercoledì 2 dicembre 2009

Ed infatti...nemmeno ritratta.


Che sia l'ora per il giovane Fini di camminare da solo?
Sarà pronto?
Nasce o non nasce questa Destra lontana dal maganello di cui parlava Montanelli?

Resta una soddisfazione, almeno per me. Una consolazione amara si, ma sempre una consolazione.
Ciò che veramente mi incuriosisce è vedere quanto una considerazione su una vicenda personale sia diventata una linea di partito. La difesa di Berlusconi dalla "congiura" mossa dai giornali, dai pm, dai comunisti è diventata una linea da seguire, vero presupposto di una nuova ideologia politica.
Pensarla diversamente sulla questione di Berlusconi vuol dire andare contro il partito.
Oppure no? Cioè siano chiari, con Fini almeno, non con noi.
Le questioni private di Berlusconi sono problemi personali su cui non conta prendere una posizione oppure sono di fatto questioni politiche?
Fini può ancora portare avanti il suo pensiero rimanendo nel Pdl?

Dalle ultime dichiarazioni pare di no:

Scajola: "Le dichiarazioni di ieri dimostrano una volontà e un'azione che è diversa dalla considerazione e dalla linea del Popolo della Libertà"

Gasparri: "Certe cose bisognerebbe evitare non solo di dirle, ma perfino di pensarle"

martedì 1 dicembre 2009

Secondo me, nemmeno ritratta.

Cosa Fini pensa di Berlusconi è sempre stato così ovvio che credo non ci sia bisogno nemmeno di spiegazioni aggiuntive. Spero vivamente che non ci sia alcun comunicato per ritrattare e veicolare un concetto così chiaro.

E soprattutto per modificare la comprensione di ciò che abbiamo letto e sentito.

Ringraziamo un microfono che ci regala questo momento di magica realtà.