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lunedì 12 dicembre 2011

A fronte alta

Scopro di Agostino "Agatino" Cossia tramite suo figlio Antonello. 

Antonello Cossia, regista, drammaturgo, attore, in uno spettacolo teatrale (e in un libro) dal titolo "A fronte alta" ha raccontato la storia di suo padre, primo pugile campano a partecipare alle olimpiadi. Melbourne 1956, Cossia, campione italiano dei pesi piuma sfida 'o mangiacristiani Vladimir Safranov, micidiale pugile russo. Cossia perde ai punti e la sua avventura australiana finisce lì, direbbero oggi i commentatori sportivi. Safranov vince la medaglia d'oro, battendo ovviamente tutti gli altri pugili che gli si presentano davanti, ma non ai punti, per ko. Qualche giorno dopo un giornale australiano lo intervista e lui dice che un solo incontro l'ha infastidito, il primo, quello contro «il giovane ragazzo del sud che nel suo paese fa il muratore». Agostino Cossia, pugile di Piscinola, è l'unico a non finire al tappeto.


Credo sia una storia straordinaria. Cercando in rete ho trovato una vecchia puntata de "La storia siamo noi" intitolata "Cazzotti napoletani". C'è anche Cossia, che racconta quell'esperienza. La sua commozione è storica, tenera, bellissima.

-.-.-.-.-.-

Antonello Cossia, A fronte altra - Guida

giovedì 1 dicembre 2011

Caro vecchio neon al Teatro Nuovo

Se vi perdete "Caro vecchio neon" in scena fino al 4 dicembre siete degli incoscienti.

L'ho visto ieri sera e non posso fare altro che consigliarvelo.
Ora, non so se detto da un semplice spettatore fa lo stesso effetto che detto da un critico - per chi non l'avesse letto ecco un post sull'argomento - ma lo spettacolo è esattamente come dovrebbe essere. O almeno è esattamente come dovrebbe essere per Alessio spettatore che adora il racconto di Wallace, e che si è sentito colpito in diversi modi dalla messa in scena attenta e coraggiosa non meno di quanto l'abbia colpito la "potenza di fuoco" - per dirla alla Neal - del racconto la prima volta che l'ha letto.
Esattamene come dovrebbe essere, anche la scenografia, le luci, i suoni, il costume del protagonista.

Insomma, non una parola di più.