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mercoledì 10 febbraio 2010

Un bacio è qualcosa di più



Mi è capitato altre volte.
Come quando ho giocato a Fifa 2010 ed ho capito che ormai è uguale a Winning Eleven (oggi i giovani lo chiamano PES).
Ti senti un po' vecchio, pensi a quanto tempo è passato, pensi a Del Peiro (Il gioco non aveva le licenze in regola e quindi storpiavano i nomi mantenendoli comunque riconoscibili), pensi a quell'urlo da samurai shoooooooooooto, ti senti fiero di ciò che hai visto. Anzi, di ciò che hai vissuto.

Ma non voglio parlare di videogiochi.
Voglio parlare di baci Perugina. La sensazione è più o meno la stessa.
Abbiamo sempre chiuso un occhio con il nostro aspetto più duro e senza cuore, abbiamo sempre accettato ogni bacio argentato e poi, senza farci vedere, magari nascosti dalle quattro mura domestiche, lo abbiamo scartato.
Quanti ricordi. Quanti sospiri.
Io personalmente speravo sempre che non mi capitassero gli "anonimi". Tipo: Baci, parole che non si possono scrivere.
Oppure Dall'amicizia all'amore c'è la distanza di un bacio.
Era una gioia quando mi capitavano frasi firmate da Guinizzelli, Catullo, Withman, Pascal.
Vi rendete conto? Pascal.
I baci Perugina sono stati veicolo di cultura della più alta qualità. Keats nelle mani di qualsiasi persona, Properzio pronunciato con qualsiasi cadenza possibile.
Da Avellino ad Udine.

Perchè allora siamo arrivati a questo?

In pratica, a breve, se scartate un bacio Perugina potete trovarci dentro non Pascal ma questo:

Tra la mia fragile dolcezza...ti dono questo Bacio che si scioglierà tra le tue dolci labbra...e ci incanteremo (Milo e Simo)



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