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mercoledì 17 febbraio 2010

Diciamolo con un pizzico di filosofia


Avevo quattordici anni quando ho iniziato a capire che dovevo cercare di creare un mio gusto musicale iniziando ad informarmi. Già da due anni seguivo Mtv, alle medie, alla scuola Augusto in Via Terracina, Mtv andava alla grande, tutti ne parlavano, tutti ascoltavano.
Il mio primo anno di liceo è stato l'anno in cui un po' di musica americana è entrata in casa mia.
Già ascoltavo Springsteen ed i Doors, ma quelli non erano stati una mia scelta, una mia ricerca, erano ciò che avevo già in casa.
I tre ragazzi in questione correvano nudi per strada, sotto il sole californiano. Facevano scherzi, giochi di parole e continuavano a chiedersi quale fosse la loro età. Imitavano le boy band, le scimmiottavano, mi facevano morire dal ridere.
Quello che mi piaceva era che loro erano diventati "seri" no prendendosi sul serio.
Ascoltavo tanta altra roba, eh. Ma ricordo il pomeriggio in cui sono andato a comprare il loro disco come una svolta.
Certo, non ci vestiamo più con i pantaloni a tre quarti e le scarpe da skater (perfino il mio amico più irriducibile quest'anno ha modificato il suo armadio ) né crediamo che loro sappiano effettivamente "suonare".
Ma abbiamo il coraggio di toglierci finalmente questo sfizio.
Diciamolo con un pizzico di filosofia: Il gruppo musicale che ha segnato l'inizio della nostra adolescenza segnerà anche il nostro effettivo ingresso nell'età adulta.


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