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lunedì 6 aprile 2009

Scosse.

Quando dopo la scossa di ieri notte sono tornato a dormire, non credevo certo di ritrovarmi il giorno dopo un tale disastro davanti agli occhi.

Sono parole sprecate quelle per descrivere adesso un dolore così grande, sperando che la tv da sciacallaggio non stia per giorni a rovistare nel dolore.
Si pensi a salvare le vite ed aiutare chi ha bisogno, e si utilizzi il mezzo televisivo così come internet, per aiutare e portare conforto.

Dopo aver aiutato, si liberi anche "l'indagine" sulla questione Giuliani. E qualcuno ci spieghi come siano andate davvero le cose.

domenica 5 aprile 2009

Segnali dall'altra vita.

Leggere e rileggere chi ci mostra le altre strade, chi ci aiuta a sfondare i fondali di cartone. Chi ha capito che si può passare anche tutta una vita cercando di trovare un senso.

[...]
Ho tanta fede in me
e l'hai riaccesa tu senza volerlo
senza saperlo perché in ogni rottame
della vita di qui è un trabocchetto
di cui nulla sappiamo ed era forse
in attesa di noi spersi e incapaci
di dargli un senso.
[...]

-.-.-.-.-.-

Da "Ho tanta fede in te..."- Altri Versi - Eugenio Montale


venerdì 3 aprile 2009

Decisioni.

E' ancora presto per raccontarvi di uno dei migliori esseri umani che abbia mai incontrato. E' la mia Maestra di solfeggio e teoria musicale. Oltre ad avere un dono particolare, cioè una capacità comunicativa che le permette di avere a che fare allo stesso modo con me, arrivato alla quasi veneranda età di ventitrè anni, ed un bambino di dieci anni, sa anche dispensare ottimi consigli.

Sarà per la sua religione (la SUA religione), ma dopo innumerevoli reincarnazioni lei ha raggiunto un tale grado di saggezza che le permette di esprimere un parere su tutto senza essere fuori luogo.

Al di là di ogni possibile commento, oggi mi ha fatto capire qualcosa di importante.
Di fronte alle mie titubanze, alla mia incapacità nel prendere un'importante decisione, alla paura di sbagliare, ha messo in evidenza un dato di fatto. E cioè che questa decisione, di fatto, non l'abbia ancora presa. E che le decisioni si prendono dopo aver accumulato esperienze, dopo aver vissuto, dopo essere usciti in strada ed aver imparato. E' così banale. E' così banale che io abbia pensato per tutti questi anni che le decisioni siano un punto dal quale, dopo aver cancellato tutto, si riparte da zero. Possibile che mai mi sia venuto in mente che le decisioni possono essere la fine di un lungo processo?

giovedì 2 aprile 2009

Fortapàsc

Quasi mi andava di uscire prima della fine del film. Per qualche istante ho creduto di non reggere al dispiacere.
Non che non conoscessi la vicenda di Giancarlo Siani. Al cinema, però diceva qualcuno, diventa tutto più reale.

Morire a ventisei anni perchè è così scontato prendersi la responsabilità di raccontare la verità. Il punto è che tale responsabilità non dovrebbe essere la morte.
Ancora oggi diamo per scontata una brutta fine per chi va contro la camorra ed il suo impero.

Il film è da vedere.

E non chiedetevi perchè a quest'ora io sia ancora sveglio.

mercoledì 1 aprile 2009

Rileggere.

Sono uno che facilmente abbocca agli scherzi. Sono un credulone, ingenuo alle volte. Ma la mia ingenuità deriva principalmente da quella convizione così difficilmente appresa da bambino, così utopica, che mantenendo un certo comportamento con il prossimo non ti venga fatto ciò che tu non faresti mai.

E' divertente che una delle cose più assurde e incredibili che possano succederti avvenga il primo di aprile. Uno scherzo che scherzo non è.

Lo so, come vi ho detto si tratta di utopie.
Quand'ero più piccolo guardandomi intorno percepivo la profonda importanza del caso nella mia vita. Incontri, fortunate o sfortunate coincidenze. Oggi mi sono accorto però di un altro aspetto, piacevole o spiacevole a seconda delle situazioni. L'ironia di cui è imbevuta la nostra storia personale. I nostri giorni gocciolano, macchiano e sporcano d'ironia tutto intorno.

(A fine serata si riesce almeno a percepire un qualche aspetto positivo).

Preso da malinconia ho riletto una cosa scritta un po' di tempo fa.
Un raccontino che parla di amicizia, amicizia vera.
Non lo ricopio tutto, perchè trovo che sia abbastanza noioso. Ma la fine resta un bel ricordo.

"Luca e Giovanni entrano nel bar. Si perdono nella folla colorata. Io e Je attraversiamo la strada e ci arrampichiamo sulla scogliera. Il mare d’inchiostro sembra morto. Je vede le sirene, io no.
-Le vedi le sirene?-
-No- dico
So che sono lì, ma non sono pronto a vederle.
Poi arrivano i saluti. Non so se sono pronto. Ma le partenze, nei lunghi viaggi, non considerano mai la preparazione come un dato di fatto. La partenza resta sempre partenza, che tu sia pronto o no.

...in cui ci si perde.

Seguimmo certe rotte in diagonale
dentro la Via Lattea
."