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martedì 27 gennaio 2009

Il Pianista

Sono stato colpevole.

Da bambino, dopo aver ascoltato le atrocità sulla seconda guerra mondiale e sulla shoa ho creduto che un tale evento non potesse mai ripetersi.
Ed il mai così fortemente sentito mi ha reso colpevole. La fiducia che ripongo nel genere umano mi ha portato fuori strada tanto da non farmi mai considerare l'idea che un dramma del genere si possa ripetere. Non nel mio mondo, non nella mia esistenza.

Il dolore, la sofferenza, gli scontri, le guerre, le parole d'odio, sono presenti nel mio mondo. Così come sono presenti le nostre reazioni, alle volte ingiustificate. Alle volte siamo noi a provare odio, ad essere malvagi, a desiderare il dolore altrui. Non credere che questo sia un primo passo verso la creazione del male è sbagliato. Non abbiamo imparato abbastanza sulla nostra pelle di genere umano? Lasciar cadere il cappotto dell'odio potrebbe farci tornare ad essere più umani. Essere più umani è diventato uno slogan. Lo condivido, ma non sono convinto che tutti abbiano capito cosa signifchi.

Incredibile che una cosa così bella come la musica di Chopin ed una cosa così brutta come la devastazione di una guerra, si incontrino nella storia di Władysław Szpilman.

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