Quest'estate, qualche giorno prima di partire, ho letto un'intervista a Roberto Saviano su Vanity Fair. Non ricordo purtroppo chi fosse la giornalista.
Nell'intervista Saviano non parlava delle solite cose. Cioè, non parlava solo delle solite cose. Diceva anche che la sinistra campana non lo vede di buon occhio perché assuefatta ai comportamenti camorristici, perché nonostante si sia schierata (ovviamente a parole) non ha mai risolto contraddizioni pesanti. Vedi il massiccio utilizzo di droghe leggere che per anni hanno rimpinzato le tasche della malavita. Diceva anche che a lui l'epica piace e che purtroppo in Italia è considerata una faccenda fascista.
Poi ho letto anche la sua recensione di 300, il film sugli spartani alle Termopili uscito un nel po' di tempo fa, nella raccolta La bellezza e l'inferno.
Il film l'ho rivisto ieri. Tutto sommato sono ancora d'accordo con lui.
ATTENZIONE
QUESTO BLOG È UN ARCHIVIO CHE RACCOGLIE I POST ANTERIORI AL 2014. IL NUOVO BLOG LO TROVATE QUI.
Visualizzazione post con etichetta Roberto Saviano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Roberto Saviano. Mostra tutti i post
venerdì 3 settembre 2010
lunedì 19 aprile 2010
Ma alla fine Saviano ha lasciato la Mondadori, o no?
Mica l'ho capito.
L'opinione pubblica (il parolone del millennio è usato senza una valida base qui in Italia, sarebbe il caso di dire l'opinione pubblica virtuale su facebook) si è espressa in diversi modi. Tutti quelli possibili:
- Saviano Sputa nel piatto in cui mangia. Prima si fa pubblicare, diventa ricco e famoso e poi fa tutto 'sto casino?
- E' Berlusconi a sputare nel piatto in cui mangia.
- Berlusconi utilizza le sue dichiarazioni banali e superficiali in maniera solo apparentemente banale e superficiale. Il fine sarebbe ancora quello di guadagnare il più possibile sull'opera di Saviano.
- Berlusconi è serio quando dice queste cose. (Io propendo per questa. Nessun vero doppio fine, solo estrema ignoranza e superficialità. Si, esatto, credo che Berlusconi sia profondamente ignorante e che il suo ultimo contributo alla lista di stronzate da libro di storia sia molto sincero.)*
Chi segue questo blog sa quante volte io abbia usato parolacce: due o tre. E guardando ogni volta a chi sono riferite facilmente si può dedurre chi sia l'unico capace di tirarmi fuori così tante parolacce.
Saviano fa bene a lasciare Mondadori. Farebbe magari bene a valutare anche l'operato di tutte le altre persone che lavorano per la Mondadori e che, sicuramente lavorano a più stretto contatto con lui. Ma non sarebbe un gesto da condannare, anzi. A me piacerebbe molto come gesto. E mi piacerebbe molto di più, tra le altre cose, se scegliesse in barba ad ogni pronostico una casa editrice magari non piccola piccola, ma magari piccola e basta, e che magari lavori qui in Campania e che sia gestita da giovani.
Sono sicuro che questo pensiero lui già ce l'ha in testa.
*Sono stufo, molto stufo, di chi continua a parlare "bene" delle doti imprenditoriali di Berlusconi. Sono stufo di chi continua a dire che deve essere una persona intelligente, magari di cui non si condivide l'operato, ma che deve essere intelligente. La sua esternazione, questa volta vi prego, prendetela per quello che è: (mi censuro, ora sarebbe troppo!) una gran cavolata.
giovedì 3 dicembre 2009
Saviano su Repubblica Tv
Ecco, tornando al digitale, oggi ho potuto vedere su Repubblica Tv l'intervista a Roberto Saviano.
Il punto più interessante?
Il fatto che le mafie non ricostruiscano il sud perchè fa loro comodo tenerlo nell'ombra. Tenerlo in perenne situazione di crisi, non perchè non sarebbero capaci di investire sul territorio, ma per scelta e strategia che si potrebbero definire prima di guerra che di marketing.
Il punto più interessante?
Il fatto che le mafie non ricostruiscano il sud perchè fa loro comodo tenerlo nell'ombra. Tenerlo in perenne situazione di crisi, non perchè non sarebbero capaci di investire sul territorio, ma per scelta e strategia che si potrebbero definire prima di guerra che di marketing.
Etichette:
Camorra,
Roberto Saviano
mercoledì 11 novembre 2009
Mi è piaciuto ma moderatamente.
Perchè Saviano le parole le usa meglio sulla carta. Molto meglio sulla carta.
Ciò non toglie che il programma sia stato oltre che interessante, appassionante, ricco di spunti ed in alcuni momenti commovente.
Parla dei Casalesi, della strage di Castelvolturno, della Politoskaia, di Ken Saro - Wiwa.
Tra tutti gli interventi ho apprezzato particolarmente quello su Varlam Tichonovic Salamov, e sulla sua anima che lo scrittore non credeva di possedere finchè non hanno provato a portargliela via.
Nel caso in cui l'abbiate perso credo che già da domani sul sito della rai troverete i contributi multimediali.
Ciò non toglie che il programma sia stato oltre che interessante, appassionante, ricco di spunti ed in alcuni momenti commovente.
Parla dei Casalesi, della strage di Castelvolturno, della Politoskaia, di Ken Saro - Wiwa.
Tra tutti gli interventi ho apprezzato particolarmente quello su Varlam Tichonovic Salamov, e sulla sua anima che lo scrittore non credeva di possedere finchè non hanno provato a portargliela via.
Nel caso in cui l'abbiate perso credo che già da domani sul sito della rai troverete i contributi multimediali.
Etichette:
Roberto Saviano,
Serie Tv
venerdì 18 settembre 2009
Sangue del sud
Sapendo che i molti italiani che li chiameranno invasori e assassini, ma pure gli altri che li chiameranno eroi, non hanno entrambi idea di che cosa significhi davvero fare il mestiere del soldato. E sapendo pure che, se entrambi non ne hanno idea e non avrebbero mai potuto intraprendere la stessa strada, è perché qualcuno gliene ne ha regalate di molto più comode, certo non al rischio di finire sventrati da un'autobomba. Infatti loro, le destinazioni per cui partono, non le chiamano "missione di pace".
L'articolo completo di Roberto Saviano.
L'articolo completo di Roberto Saviano.
domenica 10 maggio 2009
Mani che si alzano, mani che stringono.
L’ho ascoltata tutta l’estate. Il viso duro di un ragazzo che fa il rap, l’hip hop, che mette parole una dopo l’altra. Non ne so molto di hip hop, però so che mi affascina il mondo delle parole e che nelle canzoni come questa, di parole ce ne sono davvero tante.Il video girava su mtv un po’ di tempo fa, Lucariello canta ed Ezio Bosso, contrabbassista, suona a capo di un gruppo d’archi.
La canzone racconta il possibile omicidio di Roberto Saviano, dal punto di vista killer che porta a termine il compito. E’ la canzone che mi ha accompagnato durante la presa di coscienza, l’analisi personale del problema.
Penso ci siano due tipi di reazione al libro di Saviano. La prima è dirsi che queste cose si sanno, che queste cose sono alla luce del sole, che non c’è nulla di nuovo.
La seconda, ed è la mia reazione, è rimanere totalmente bloccati. Trovarsi a fare i conti con qualcosa di così agghiacciante da non poter né muoversi né riuscire a pensare ad altro. Non si può, non si deve, affrontare altro. Che la via d’uscita, che si imbocchi oggi o domani, sia davvero l’affrontare la questione senza rimandare più?
E però…questo problema ne richiama tanti altri. Fino ad arrivare, banalmente, alla mentalità ormai deviata di tutti, dal primo all’ultimo, alla mia mentalità deviata.
Tutte vittime e tutti colpevoli. La soluzione ce la deve dare qualcuno? La dobbiamo trovare da soli? Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica esattamente cosa fare?
Io personalmente non so cosa fare. Ed ogni volta che penso a tutto questo mi ammalo, perché la speranza, anche in chi ha fortunatamente i mezzi per sperare, prima o poi viene abbattuta.
Non sono pronto a vedere la fine di ogni cosa, perché questo non è un problema come gli altri, e se non è già tutto finito presto lo sarà. Questo non è uno dei tanti problemi. Penso che questo sia il nostro grande problema.
Ed io davvero non so come affrontarlo.
Quando Lucariello canta per la seconda volta cappotto di legno, cerco una via di fuga. Dico sul serio, due volte non posso reggerla. Qui non parliamo di una canzone e basta, non parliamo di un ritornello da ripetere all’infinito. Questa è la nostra terra e quel cappotto di legno lo stanno preparando a tutti. Possiamo svegliarci ogni mattina e fare finta di nulla, ma questa storia è una storia vera.
Non so come faccia a cantarla due volte. Immagino lo sforzo, lo immagino mentre cerca di non far venire fuori la rabbia ed il dolore. Ma la seconda volta non gli riesce.
La seconda volta è arrabbiato.
E’ così arrabbiato che quella mano che si alza solitamente sul finire della canzone, e se si alza una mano si alzano tutte quante e adesso sparateci a tutti!, questa volta resta stretta stretta all’asta del microfono.
Il video lo trovate qui.
-.-.-.-.-.-
Etichette:
Camorra,
Lucariello,
Musica,
Napoli,
Roberto Saviano
Iscriviti a:
Post (Atom)