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lunedì 13 luglio 2009

Un luogo

Ieri, riguardando le foto di Istanbul mi sono stupito ancora dell'incredibile colore del tramonto.
Voglio tornarci, e per me è abbastanza insolito. Appartengo a quella categoria di persone che pensano che ci siano troppi luoghi da vedere nel mondo per tornare in uno già visto. Ma forse appartengo anche a quell'altra categoria, di quelli che trovano un luogo, finalmente, e se ne innamorano.



"I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che s'illanguidiscano un poco, i tuoi occhi
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo

del mio amore.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
così sono d'autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione ad ogni ora, Istanbul.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà un giorno, mia rosa, verrà un giorno
che gli uomini si guarderanno l'un l'altro
fraternamente
con i tuoi occhi, amor mio,
si guarderanno con i tuoi occhi."

Nazim Hikmet, 1948





sabato 28 marzo 2009

Istanbul, Emozioni e Pamuk

Visitare la città natale di uno dei propri scrittori preferiti è un'esperienza che vi consiglio.
Visitarla con in mano il libro di questo autore e leggere qualche pagina mentre si osservano luoghi magici e da lui raccontati è sul serio, e dico sul serio, un'esperienza da provare.

"Contemplare i paesaggi della città vuol dire unire le proprie sensazioni alle immagini di Istanbul quando si passeggia per le strade o si gira con i battelli: Vuol dire poter accordare il proprio stato d'animo ai panorami che la città offre. E tale operazione, se fatta con naturalezza e sincerità, conduce a unire, nella propria memoria, le immagini della città ai sentimenti più profondi e sinceri, al dolore, alla tristezza e di tanto in tanto alla felicità, alla gioia di vivere e all'ottimismo."

Camminare sulle strade del porto, osservare il Bosforo, entrare in una Moschea, vedere facce e contemplare azioni mai viste prima mi ha fatto pensare a Napoli.
Il passaggio non è così lineare, ve lo concedo.
Ma leggendo questo libro si avverte quanto la "triste" Istanbul sia importante per Pamuk.
Ed io leggendo ed osservando, complice anche i discorsi d'attualità con Luca, ho capito quanto la mia città sia importante per me.

"Dove sta il segreto di Istanbul? Nella miseria che vive accato alla sua grande storia, nel suo condurre segretamente una vita chiusa di quartiere e di comunità, nonostante fosse così aperta agli influssi esterni, oppure nella sua vita quotidiana costituita di rapporti infranti e fragili, dietro la sua chiara bellezza monumentale e naturale?"

Ed io continuavo a guardare il panorama dalla torre di Galata non riuscendo a spiegarmi il motivo per cui davvero le case ammassate, accalcate, interrotte nel loro scavalcarsi solo dalle imponenti moschee, sembrassero ricoperte da un leggero velo rosa. Non è solo la luce, non è solo il tramonto.

"In realtà ogni frase sulle caratteristiche generali di una città, sulla sua anima e sulla sua essenza si trasforma in un discorso sulla nostra vita, e soprattutto sul nostro stato d'animo. La città non ha altro centro che noi stessi."

Il pensiero che ciò che vediamo fuori sia importante esattamente quanto ciò che abbiamo dentro mi aveva già sfiorato la mente. Ma i pochi giorni ad Istanbul hanno trasformato questo pensiero in certezza.

-.-.-.-.-

Istanbul - Orhan Pamuk, Einaudi
Foto scattata dalla torre di Galata

venerdì 27 marzo 2009

Prime impressioni

Tornato da poco da questo bel viaggio.
Nei prossimi giorni ricopierò qualche appunto preso e magari posterò qualche foto fatta.
Che dire, questa Istanbul tanto sognata finalmente è arrivata, e non ha per nulla deluso le mie aspettative. Come scrive Pamuk, gli occidentali restano colpiti da Istanbul per il suo essere un po' di qua ed un po' di la, al centro perfetto tra occidente ed oriente.
Ed è proprio così.

Ci si dovrà tornare, non solo con le parole, ma magari fisicamente. Il prima possibile.

sabato 21 marzo 2009

Ci siamo.

Per questa settimana farete a meno di me.

Non so come sia la situazione ad Istanbul, nel caso in cui riuscissi a connettermi alla rete, sicuramente ci scapperà il post.

In ogni caso, dopo le ultime notizie in diretta dalla Turchia, freddo, neve, gelo, io ed il mio compagno di viaggio abbiamo deciso di partire con gli zaini grossi invece che con quelli piccoli da sconsiderati. Quindi, non state in pensiero.

Mi perderò la partita di domenica, e mi fa male, ve lo giuro. Sono ben accetti messaggi sul cellulare che possano farmi sentire vicino alla massa di tifosi azzurri.

Baci & Abbracci a tutti.

venerdì 20 febbraio 2009

Istanbul

Allora si parte.
Viaggio fissato tra il 22 marzo ed il 28, meta Istanbul.
Compagni di viaggio, ancora una volta, Luca ed i nostri meravigliosi zaini da 20 kg.

Ovviamente è scattata la composizione di una piccola lista di libri, per entrare nella città con lo spirito e l'animo adatto.
Oltre al già citato Istanbul di Pamuk, mi sono procurato (ancora una volta grazie al mio attento padre) un libro intitolato Costantinopoli. L'autore (incredibile!) è Edmondo De Amicis, per i profani l'autore del libro Cuore. Questo libro è stato definito dallo stesso Pamuk in questo modo:

"Il miglior libro scritto su Istanbul è di un autore italiano per ragazzi, Edmondo De Amicis".

Seguiranno aggiornamenti.

-.-.-.-.-

Edmondo De Amicis - Costantinopoli, Einaudi