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mercoledì 2 settembre 2009

Mentre leggo... (Vita e letteratura II)

Piccola e nuova rubrica.
Ci metterò ancora un po' prima di finire l'intero volume e quindi parlarvene con la dovuta esattezza. Per ora vi riporto frasi e periodi sottolineati.

"Lo scrittore, e questa è la sua diversità e il suo continuo rischio, è tremendaente esposto alla vita. Lo scrittore raramente si distrae: si versa da bere e si accende una sigaretta, gode presumibilmente di tutti i piaceri della tavola e della conversazione, ma sempre con la sensazione di essere continuamente sollecitato e dominato. Il gusto e il movimento, il suono di qualche cosa, una parola udita qui, un gesto colto là, un uomo che entra, una donna che esce, i rossi, i blu e le ombre che lo circondano, richiedono la sua attenzione e suscitano la sua curiosità. [...] La vita viene sottoposta a migliaia di di prove ed esercizi. Viene tenuta a freno, viene uccisa. Viene mischiata a questo, addensata con quello, contrastata con quest'altro. Ad un certo punto deve lasciare la compagnia e deve ritirarsi, da solo, in quella stanza misteriosa, dove il suo corpo rimane come irriggidito e immobilizzato da processi che, per quanto eludano il critico, mantengono per lui un fascino così profondo." Virginia Woolf

Citazione usata nel corso di un'intervista (o conversazione?) tra Laura Lepri e Lidia Ravera contenuta in:
I quaderni di Panta. La scrittura creativa raccontata dagli scrittori che la insegnano - A cura di Laura Lepri, Bompiani

martedì 1 settembre 2009

Ed ora?



Ed è già arrivato il 1 settembre.
Venti giorni di pace (anche se qualche avvenimento ha provato ad intaccarla), di mare e di sole. Venti giorni di amici, di scherzi di giochi e di letture.
Ed il ritorno a Napoli? Soffocante. Per il caldo venusiano più che africano, per le scadenze che pesano e per il tempo che improvvisamente torna a fuggire.

Ma basta ripetersi che sempre e solo di caldo si tratta.
E che sempre e solo di tempo si tratta.
Come ogni settembre arrivo nella mia stanza con un anno in più, questo settembre con un 3 al posto di un 2. Ma sono felice perchè mai come quest'anno la mia seconda casa, sperduta tra le campagne pugliesi è tornata ad essere un posto in cui la gente si conosce, vive avventure, parla.
Quel porto di mare che vede avvicendarsi storie una dopo l'altra, storie di quarant'anni fa a cui seguono storie della mattina precedente.

Bello, no? Bello avere la fortuna di poter essere in un posto e riconoscere il proprio tempo passato e intravedere uno spiraglio di futuro.
Ed ora?
E' bello anche essere qui, anche con un anno in più.

Mi accolgo da solo con un bentornato.

mercoledì 5 agosto 2009

Macchina, strada, mare

Vi saluto tutti.
L'esperienza di questi mesi da blogger è stata soddisfacente ed ormai mi piace definirmi tale.
Questo mese mi attende una meritata vacanza, per cui ci rivediamo a settembre.
Da settembre qualche cosa cambierà del tutto, qualche altra rimarrà perfettamente uguale a prima.
Per ora ha importanza solo la strada ed il mare, il caldo ed il relax.
Pace, insomma.

Mi raccomando, qualsiasi cosa facciate, riposatevi e ricaricate le batterie.

Alessio

lunedì 27 luglio 2009

Vite e lettaratura

Vi è mai capitato di aver paura di leggere un libro?
A me si.
Il libro in questione mi è stato prestato. Ne ho letto una prima parte velocemente e poi ho dovuto interromperlo. Non sono un cliente abituale del lasciare un libro in sospeso, non sono di quelli che terminano le storie secondo il proprio gusto, se c'è dell'altro oltre quello che mi basta lo leggo.
Inutile dire che la persona che mi ha prestato il libro è una persona per me speciale.
Cosa mi ha frenato fino ad ora?
Forse mi ha spaventato trovare così tanto di lei nelle pagine di un libro. Sfogliare le pagine e capire così tanto da doverne prendere a piccole dosi.
E' la prima volta che mi capita. Mi sono chiesto: I libri importanti per me hanno avuto lo stesso effetto su di lei? In tutta la mia vita, ogni volta che ho prestato un libro, mi sono scoperto così tanto? Ogni qual volta ho detto prendi questo libro, devi leggero ho dato così tante chiavi di lettura per leggere me stesso?

Ma il libro ho ricominciato a leggerlo, ed ho trovato il coraggio giusto per finirlo.
Vi sembra esagerato tutto questo?
A me sembrava esserlo fino a pochi momenti fa, quando ho capito che tutto questo è invece dannatamente importante.

mercoledì 22 luglio 2009

Il Boss.

I soprannomi mi affascinano tanto.
Ci sono soprannomi divertenti, sciocchi, ironici, volgari.
Quando ti si attaccano addosso sono praticamente impossibili da scollare, passano di bocca in bocca e la gente finisce per ricordare solo il soprannome.
I soprannomi sono comuni e quasi sempre sinceri.

Springsteen lo chiamano il boss. Ed io so perchè. Chiunque l'abbia visto dal vivo, ascoltato in mezzo alla gente, sa che quel soprannome è perfetto. Ho capito perchè lo chiamano così diversi anni fa, durante un concerto a Caserta con la Pete Seeger Session. Sarà rimasto per almeno cinque minuti a guardare la gente, mentre tutti gli strumentisti uscivano dalla scena, lui da solo, che lentamente si sedeva sul bordo del palco dondolando le gambe. Non faceva nulla, assolutamente nulla. Fermo guardava le mani della gente, le facce del suo pubblico, un ghigno sul viso.

Quella figura non era solo magnetica, era grandiosa. Quell'immagine avrebbe colpito chiunque, e tra la gente serpeggiava l'emozione e l'agitazione, le farfalle nello stomaco.
Lui non ha fatto nulla, non ha detto nulla e non si è alzato dal bordo del palco.

Ho avuto la fortuna di vederlo ed ascoltarlo con la E Street Band in uno stadio meraviglioso durante una serata perfetta. Lui è il boss perchè non si ferma mai, lui è il boss perchè entra in scena quando la colonna sonora di C'era una volta il west ha gia commosso il pubblico, perchè finisce il concerto cantando Twist And Shout e La Bamba per dieci minuti. Lui è il boss perchè anche quando accendono tutte le luci dell'Olimpico continua a suonare.
Lui è il boss perchè concede un ballo ad una signorina del pubblico.
E' il boss perchè chiunque lo veda dal vivo non trova altre parole per definirlo.